Il Vizio che conviene: quanto incassa lo stato con il gioco d’azzardo

Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2026

I numeri del gioco d’azzardo in Italia negli ultimi anni hanno subito una crescita esorbitante.

Nel 2024 gli italiani hanno giocato 157,4 miliardi di euro tra slot, scommesse, lotterie e altri giochi pubblici.

Fiches colorate su un tavolo da gioco

Nel 2024 il mercato regolamentato dei giochi pubblici ha raccolto complessivamente 157,4 miliardi di euro di giocate, restituendone 136 miliardi sotto forma di vincite (+49% rispetto al 2019), per una spesa effettiva di 21,4 miliardi di euro, di cui 16,3 generata dal canale fisico, con 65,3 miliardi di somme giocate. Questi dati rappresentano il rapporto tra valore economico e sociale dei giochi pubblici su rete fisica in Italia, curato da Nomisma in collaborazione di Novomatic Italia. Nell’ultimo decennio il gioco ha rappresentato una delle principali fonti di gettito fiscale, amministrato dall’agenzia delle Dogane e dei Monopoli, arrivando a rappresentare circa il 13% del gettito totale nell’anno 2024.

Lo stato ha sempre controllato il settore del gioco d’azzardo incassando cifre importanti. Dal dopoguerra fino agli 80 lo stato deteneva il monopolio sul gioco. Solo a partire dagli anni 90 nel sistema del gioco d’azzardo sono entrati operatori privati, sui quali, però, lo Stato esercita un controllo importante mediante un sistema di tassazione che nel 2024 ha generato circa 11,5 miliardi di euro in introiti per la Repubblica Italiana.

Il sistema di tassazione italiano si basa su un modello misto che differenzia gioco fisico e gioco online. Per il gioco fisico viene applicata una tariffa per singola scommessa che oscilla generalmente intorno a 0,05€ e 0,10€; mentre il gioco online è soggetto ad una tassa basata sul Gross Gaming Revenue (GGR) con aliquote tra il 10% e il 20%.

Negli ultimi anni il mercato del gioco d’azzardo in Italia sta crescendo in maniera esponenziale, alimentato soprattutto dell’introduzione del gioco online. Diversi studi del settore prevedono che il mercato del gioco continuerà a crescere a ritmi del 5% annuo fino al 2030. Analizziamo ora i dati degli ultimi anni. Nel 2024 l’ammontare totale giocato dai cittadini è stato di oltre 157 miliardi di euro, ovvero il 6,5% in più rispetto all’anno precedente, in cui la cifra si aggirava attorno a 146 miliardi di euro. Dal punto di vista delle entrate statali statali, gli introiti per l'erario del 2024 (11,5 miliardi di euro) sono in linea con le entrate degli anni precedenti (2022), come riportato nella tabella 1.

I dati del GGR (Gross Gaming Revenue) rivelano che a livello europeo l'Italia rappresenta il più grande mercato del gioco d’azzardo. La spesa degli italiani al netto delle vincite nel 2023 è stata di 21.5 miliardi di euro (con un incremento del 4,38% rispetto all’anno precedente).

Dall’analisi della tabella 1 emergono con chiarezza due aspetti fondamentali del mercato del gioco d’azzardo in Italia. Il primo riguarda la crescita del settore: ad eccezione del 2020, anno in cui il mercato si è contratto a causa della pandemia, la raccolta è cresciuta costantemente a ritmi compresi tra il 10% e il 20% annuo per ogni periodo preso in esame.

Il secondo dato che colpisce riguarda lo scarto tra l’incremento nella raccolta e quello nelle entrate fiscali. Tra il 2004 e il 2024 le entrate fiscali sono aumentate del 57,5% passando da 7,3 a 11,5 miliardi. Nello stesso periodo la raccolta è aumentata del 515% passando da 25,6 a 157 miliardi di euro.

Lo scollamento tra crescita della raccolta e incremento delle entrate erariali è dovuto da diversi fattori. Da un lato, la tassazione si è progressivamente spostata sulla differenza tra puntate e vincite, riducendo il peso fiscale effettivo sulla raccolta soprattutto; dall’altro il gioco online, cresciuto enormemente negli ultimi dieci anni, beneficia spesso di aliquote più contenute rispetto a quello fisico, a cui si aggiungono anche minori forme di restrizioni.

Le scommesse virtuali sono cresciute del 18,1% nel corso del 2024. Il risultato finale è che, a fronte di un’espansione senza precedenti del comparto delle scommesse virtuali, che nel corso del 2024 sono cresciute del 18,1%, lo Stato incassa proporzionalmente molto di meno. Ciò ovviamente ha posto una serie di interrogativi sull’ equità e sull’efficienza fiscale di un sistema che, così facendo, contribuisce ad incentivare ulteriormente la dimensione online che presenta molti più rischi del gioco fisico.

Tabella 1
Raccolta totale e introiti per l’erario, Dati in miliardi di euro, Anni 2004-2024
Anno Raccolta Guadagni
2004 25,6 7,3
2015 88,2 8,7
2018 106 10,2
2020 88,2 7,2
2021 95,7 8,4
2022 136 11,2
2024 157,4 11,5

Fonte: Elaborazione Eurispes su dati ADM e Pressogiochi.

In Europa il mercato del gioco d’azzardo varia molto in base anche al tipo di mercato e al controllo che lo stato ha sul gioco. Stati come la Francia e i Paesi scandinavi, adottano un modello incentrato sul monopolio di Stato, in cui le scommesse sono offerte esclusivamente da enti controllati dal Governo. Questo approccio garantisce un controllo diretto sul mercato, che se da un lato genera una maggiore tutela dei consumatori, dall’altro genera introiti tendenzialmente minori rispetto a quanto accade nei mercati più liberalizzati, oltre che a limitare l’innovazione e la competitività Questo tipo di mercato è caratterizzato dalla presenza di un unico operatore di stato che gestisce le scommesse (ad esempio, Française des Jeux in Francia, Veikkaus in Finlandia), propone un’offerta limitata (concentrata principalmente su sport e lotterie) e offre misure protezionistiche dei giocatori più stingenti.

Nonostante le entrate statali siano maggiormente garantite, in quanto i ricavi generati sono totalmente pubblici, rispetto ad altri paesi gli introiti sono minori perché il numero dei giocatori è inferiore, non essendoci concorrenza. Uno degli effetti collaterali di questo modello è il rischio che una fetta consistente di giocatori si rivolga a piattaforme offshore prive di autorizzazione statale, dove mancano i limiti di deposito o di spesa, e sono spesso gestite da reti criminali.

Un’altra tipologia di mercato riguarda invece paesi come Germania, Polonia, Austria e Svizzera in cui i mercati, seppur liberalizzati, presentano norme estremamente restrittive con l’obiettivo di disincentivare il più possibile il gioco d’azzardo. Le principali caratteristiche di questo modello riguardano: un numero limitato di operatori con licenza, un livello di tassazione molto elevato per gli operatori (che scoraggia l’ingresso nel mercato), la presenza di severe restrizioni pubblicitarie (come il divieto, presente in Germania, di corrispondere un bonus di benvenuto ai nuovi giocatori) e una serie di imposizioni sui limiti di deposito, e sulle quantità massime che si possono giocare (al fine di ridurre i rischi di gioco compulsivo).

In questo contesto abbiamo un livello più basso di entrate derivante dal gioco d’azzardo, un minor numero di giocatori attivi ma, come visto nel caso dei sistemi gestiti da monopolio pubblico, una maggiore tendenza da parte dei consumatori a rivolgersi a piattaforme offshore al fine di aggirare le restrizioni legislative.

La tabella 2 riporta i numeri del gioco d’azzardo in Europa concentrandosi sul GGR e sulle entrate statali

Tabella 2
Paese EU* Entrate statali GGR Tipologia di mercato
Italia 11,5 miliardi di euro21,0 miliardi (2023)liberalizzato
Regno Unito 4,5 - 5 miliardi di euro19,8 miliardi (2023)liberalizzato
Germania 3,5 - 4 miliardi di euro14,4 miliardi (2023)liberalizzato restrittivo
Francia 3,5 miliardi di euro14,0 miliardi (2023)monopolistico
Spagna 1,2 - 1,5 miliardi di euro8,1 miliardi (2024)liberalizzato
Finlandia 1 miliardo di euro956,2 milioni (2024)monopolistico
Svezia 550 - 600 milioni di euro2,5 miliardi (2024)monopolistico

*viene incluso anche il Regno Unito anche se non appartenente all’Unione Europea. I dati riportati sono tutti in Euro convertiti per Svezia e Regno Unito

Riflettendo sui numeri del mercato del gioco d’azzardo, continuamente in crescita, possiamo comprendere come dietro a ogni giocata da parte dei cittadini, ci sia un profitto anche da parte dello Stato. Nonostante questa fonte di guadagno abbia un peso importante nelle entrate dello Stato, è necessario che gli stati adottino delle norme sempre più stringenti per regolamentare e, soprattutto, per disincentivare il più possibile il gioco d’azzardo, con l’unico scopo di tutelare maggiormente i cittadini.

A cura di Francesca Ricciuti

Fonti citate nel testo:
Nomisma in collaborazione con Novomatic Italia; Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.