Quanto costa veramente il Ponte sullo Stretto di Messina?
Analisi tecnica del costo del progetto, dei rischi e dei possibili rincari
Del Ponte sullo Stretto di Messina si discute ormai dagli anni Settanta. Nel frattempo sono cambiati i governi, i progetti tecnici e perfino il contesto demografico ed economico del Mezzogiorno, ma una cosa è rimasta costante: la difficoltà di reperire le risorse necessarie alla sua realizzazione.
Oggi il progetto è stato nuovamente approvato dal CIPESS (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile), con un costo complessivo fissato in 13 miliardi e 532 milioni di euro , interamente coperti – almeno sulla carta – da risorse pubbliche già rese disponibili con le leggi di bilancio 2024 e 2025.
Il costo
Secondo la Società Stretto di Messina, il costo totale del progetto ammonta a 13 miliardi e 532 milioni di euro, così ripartiti:
- 9 miliardi e 242 milioni per i lavori di costruzione, inclusi i collegamenti con la rete infrastrutturale esistente.
- 1 miliardo e 266 milioni per costi di sicurezza, servizi di ingegneria e monitoraggio e opere di mitigazione dell’impatto sociale e territoriale.
- 1,9 miliardi per direzione lavori, controllo ambientale, bonifica delle aree contaminate, ispezioni antisabotaggio, sorveglianza, indagini archeologiche e oneri legati al protocollo di legalità.
- Circa 1,1 miliardi per altre spese.
Altri costi
Alla spesa di costruzione si aggiungono i costi operativi annuali di gestione, stimati in circa 80 milioni di euro per il periodo 2033–2062, e le spese di manutenzione straordinaria, stimate in 1,64 miliardi di euro tra il 2034 e il 2060.
Prima ancora dell’apertura di un cantiere vero e proprio, per studi, progettazione e gestione della Società Stretto di Messina sono già stati spesi circa 300 milioni di euro.
Come spesso accade nelle grandi opere pubbliche, esiste il rischio di un aumento significativo dei costi. Un caso emblematico è quello del MOSE di Venezia, il cui costo è passato da una stima iniziale di 4,1 miliardi di euro a 6,2 miliardi, con un incremento di circa il 50%.
A questi rischi si aggiungono quelli legati a sprechi e possibili infiltrazioni criminali, su cui l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha già richiamato l’attenzione chiedendo protocolli rigorosi di trasparenza e controllo sugli appalti. In uno scenario di questo tipo, tra sovraccosti, contenziosi e oneri accessori, il costo complessivo dell’opera potrebbe avvicinarsi ai 20 miliardi di euro .
Influsso economico
Secondo le stime ufficiali, la costruzione del Ponte avrebbe un impatto economico complessivo di circa 23 miliardi di euro sul PIL, generando occupazione e opportunità per imprese italiane ed europee.
Il piano economico-finanziario del ponte prevede che i pedaggi coprano i costi di gestione e manutenzione, con tariffe per le auto tra circa 4 e 7 euro a tratta e circa 100 euro per i mezzi pesanti, livelli inferiori ai costi attuali dei traghetti. Le stime indicano ricavi annui intorno ai 120–130 milioni di euro e un aumento del traffico complessivo nell’area dello Stretto nei prossimi decenni.
Tuttavia, queste previsioni si basano su ipotesi particolarmente ottimistiche (ad esempio una crescita stabile dei flussi di persone e merci nonostante il previsto calo demografico del Mezzogiorno) e restano quindi uno dei punti più discussi nel dibattito economico.
Il no della Corte dei Conti
A novembre la Corte dei Conti ha bloccato l’avvio dei lavori del Ponte sullo Stretto, negando la legittimità della delibera del CIPESS che approvava il progetto definitivo. Tra le motivazioni figurano dubbi sulla copertura finanziaria, possibili rischi ambientali e la violazione di alcune direttive UE in materia di tutela degli habitat naturali. Il provvedimento non determina la cancellazione definitiva del progetto, ma impone una revisione delle parti contestate.
L’ultimo emendamento in manovra
A seguito della decisione della Corte, la maggioranza ha approvato un emendamento alla manovra di bilancio che riprogramma il finanziamento dell’opera, riallocando parte delle risorse inizialmente previste per l’avvio dei cantieri nel 2024 – mai avvenuto – e rinviando una quota dei fondi alle future leggi di bilancio.
A cura di Francesco Calabrese Vallino.
Articolo realizzato in collaborazione con
Fonti
Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica e lo Sviluppo Sostenibile (CIPESS)
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Società Stretto di Messina S.p.A.